Celano, 19-20 agosto A.D. 2006
Celano ed il suo “Palio delle Torri” e’ sicuramente una delle esperienze piu’ belle a cui un amante del medioevo puo’ ambire. L’ambientazione era splendida: il “Castello Piccolomini”. Fondato nel 1392 e terminato nella seconda meta’ del sec. XV, e’ il simbolo storico e culturale dell’antica roccaforte, in posizione strategica sulla cima del colle San Vittorino. E’ detto Piccolomini perche’ fu Antonio Todeschini Piccolomini, nipote di Pio II, a venirne in possesso nel cinquecento. E’ probabile che risalga al trecento, quando Pietro Berardi, conte di Celano, dono’ ai Padri Celestini l’antico palazzo ed inizio’ la costruzione del castello. E’ sicuramente un Castello di costruzione solenne con salde torri quadrate, belle merlature, bifore e trifore che alleggeriscono l’impianto architettonico. Ora cercate di immaginare questo Castello illuminato solo da torce e bracieri con le loro fiamme che sembrano danzare al suono di una ghironda ed al ritmo dei tamburi. Aggiungete delle dame e dei cavalieri in perfetto costume medievale con armi vere e vera passione. Contornate il tutto con falconieri, viandanti, venditori, danzatrici, commedianti e vi ritroverete catapultati in un epoca fantastica da cui non vorrete piu’ tornare indietro. La nostra avventura e’ cominciata sabato. Tanta era l’attesa cosi’ come tanta era la voglia di far bene. Intensa era la smania di addentrarci in appieno nell’atmosfera che il nostro presidente, Ser Danilo de’ Bonanni, non ha avuto neanche il tempo di dirci di prepararci che noi gia’ avevamo tirato fuori dai borsoni il nostro equipaggiamento. La vestizione e’ stata come al solito laboriosa ed accurata (tra braghe, calzabraghe, camiciotti, pazienze araldiche, guanti, bracciali e stivali non si finiva piu’ di vestirci) ma quando tutti abbiamo cinto i nostri fianchi con cinture ed abbiamo infoderato le spade, la nostra soddisfazione era completa. Usciti dal maschio del castello abbiamo cominciato a perlustrarlo in ogni piccolo angolo fluttuando come le fiamme delle torce e dei bracieri che incontravamo lungo il percorso. Il tempo purtroppo correva veloce ed era gia’ ora di organizzare i giochi popolani per l’assegnazione del palio. Cosi’ tra una corsa con i sacchi, un tiro alla fune, una scoccata di freccia con l’arco ci siamo ritrovati nel bel mezzo di una vera e propria disputa fra le contrade. La nostra direzione dei giochi e’ stata perfetta e devo dire che ci siamo anche divertiti. . . . . Dopo una pausa alla taverna per la cena e dopo aver assistito allo spettacolo dei nostri colleghi di Mos Ferri che hanno dato prova delle proprie abilita’, abbiamo dato vita a quello che era uno spaccato di vita medievale (e forse anche uno dei piu’ belli) ossia l’a cerimonia di investitura a cavaliere di Ser Roberto de’ Tizi . La cerimonia si e’ svolta all’interno del castello, illuminato solo da torce e contornato da musica medievale accuratamente scelta dal nostro esperto del settore musicale Gerardo. La gente numerosa, appostata intorno al colonnato, era assai attenta e piu’ di una volta non ha disdegnato di applaudirci (questo e’ stato grande motivo di soddisfazione per noi). La cerimonia, ufficializzata da Ser Gianluca de’ Pitotti in qualita’ di cerimoniere, e’ filata liscia fino alla fine senza sbavature. La nostra serata e’ continuata pattugliando il castello e le cinta murarie dall’alto delle quali abbiamo potuto assistere ad uno splendido spettacolo di falconeria. La nottata e’ terminata fra bicchieri di birra, vino e giochi fra le contrade che, con una inesauribile energia, sono andati avanti fino al mattino. Il giorno dopo siamo stati svegliati di buon ora, per fare la nomina dei cavalieri che si sarebbero affrontati nella quintana per l’assegnazione del Palio. La cerimonia si e’ conclusa con una sfilata attorno al castello (anche questo e’ stato bello in quanto c’era solo la nostra Associazione ad animare la cerimonia e la sfilata). Siamo giunti cosi’ al pomeriggio e quindi alla sfilata che avrebbe anticipato il Palio. La sfilata, interminabile, si e’ svolta senza problemi in un caldo pomeriggio con la massiccia partecipazione della popolazione che ha potuto ammirare centinaia di comparse in splendidi costumi medievali. Il momento culminante e’ stato certamente la quintana che ha visto sfidarsi le quattro contrade dell’Orso, dell’Aquila, del Falco e del Lupo in un entusiasmante gara. Per la cronaca la vittoria finale e’ andata alla contrada dell’Orso. A questo punto siamo di nuovo scesi in campo noi che abbiamo messo in atto uno splendido torneo medievale all’arma bianca per festeggiare il cavaliere della contrada vincente. L’ora tarda e la scarsa illuminazione ci hanno creato qualche problema . . . . ma siamo cavalieri e questo e’ il nostro mestiere, si combatte qualunque siano le condizioni!! Il torneo fra scintille e rumori di armi che cozzano fra loro, tra applausi e complimenti si e’ svolto alla perfezione. Alla fine eravamo esausti ma soddisfatti di noi stessi per aver messo in atto uno splendido spettacolo. La manifestazione si e’ conclusa in tarda serata con un nostro corteo che ci ha portatati a sfilare tra enormi ali di folla all’interno del castello fino a giungere al centro del cortile per effettuare la premiazione della contrada vincente e relativa consegna del palio. I fuochi artificiali, magico momento conclusivo della manifestazione, hanno incorniciato il tutto imprimendo per sempre nella nostra memoria questi memorabili momenti. Infine e’ doveroso fare un plauso ai nostri amici dell’Associazione Reate Antiqua Civitas che ha organizzato la manifestazione fornendo anche gli splendidi costumi e quant’altro necessario per la riuscita. . . . . . . . al prossimo anno Celano!
“In fide maneo Historia”
Ser Eugenio de’ Grifoni